venerdì 1 ottobre 2010

Compagno: mai la fusione con Trieste

Messaggero Veneto — 28 settembre 2010 pagina 06 sezione: SPECIALI
UDINE. La proposta dell’europarlamentare del Pdl Giovanni Collino sulla fusione delle Università di Udine e Trieste fa discutere: soprattutto in Friuli, anche ieri, la provocazione è stata al centro del dibattito politico. Dal Pdl arrivano posizioni opposte, dal Partito democratico le critiche alla maggioranza, mentre il rettore dell’ateneo di Udine Cristiana Compagno sottolinea l’importanza dell’identità, conferma l’apertura a collaborare ma stoppa qualsiasi fusione. «L’università di Udine - ha detto ieri il rettore, che è in missione in Siria - ha sempre inteso il federalismo come valorizzazione delle individualità territoriali operose e come un possibile sbocco di un rapporto bloccato tra Stato e Università, capace di condurre verso un sistema più equo dei “costi standard”, capace di premiare il merito e la virtuosità. La soluzione - ha aggiunto - non sta, come appare da alcune dichiarazioni, nell’eliminare le identità e nell’accorpare qualche ufficio come se si trattasse di una qualsiasi azienda di servizi semplici».
 «L’esperienza che sta portando avanti l’Università di Udine, con esperienze di collaborazione proficua, in particolare con il rettore di Trieste - ha proseguito - dimostra, invece, che l’efficientamento di un servizio complesso come quello dell’Università lo si ottiene principalmente con serie politiche di valutazione della ricerca e di riorganizzazione a rete della didattica. E questo - ha concluso Compagno - non ha nulla a che vedere con il concetto e il valore semantico della parola fusione». Nel centrodestra le posizioni sulla proposta Collino sono varie. «Creare un’unica Università del Friuli Venezia Giulia - ha detto ieri il consigliere regionale Paolo Santin - è certamente una proposta intelligente, su cui avviare da subito un confronto». Nettamente contrario, invece, Massimo Blasoni. «La presenza in Regione di due atenei - ha dichiarato - non rappresenta certo un problema. Prioritario è, invece, procedere al riequilibrio degli stanziamenti tra le due università». Per il consigliere udinese «il problema vero è rappresentato dal sottofinanziamento che l’ateneo di Udine è costretto a scontare. I finanziamenti statali, infatti, sono distribuiti seguendo un criterio storico che non tiene conto dello sviluppo delle singole realtà e che ha generato un sottofinanziamento dell’Università di Udine che tocca oggi i 108 milioni di euro complessivi e che ha fatto diventare l’università friulana la più sottofinanziata dell’intero Nordest. Con la prossima norma regionale sul finanziamento - ha annunciato Blasoni - andranno previsti esplicitamente criteri di riequilibrio dei fondi che diminuiscano almeno parzialmente lo squilibrio esistente». Sul tema università interviene anche l’ex assessore Alessia Rosolen, revocata dall’incarico negli scorsi mesi. Dopo un lungo lavoro, Rosolen aveva raggiunto l’intesa di tutta la comunità scientifica sulla nuova legge regionale sul finanziamento, che anticipa i principi della riforma Gelmini e incentiva la collaborazione tra gli atenei. Ma proprio la querelle sulla sua posizione nel Pdl aveva stoppato l’approvazione in Consiglio. «Ora la materia sarà di competenza dell’assessore Molinaro - ha spiegato ieri - e speriamo che a novembre la porti in aula». «Abbiamo sempre parlato di integrazione - ha ricordato Rosolen - e non di fusione». L’ex assessore ha citato le buone pratiche attuate dagli Erdisu in termini di integrazione e ha alzato l’asticella. «Il passaggio successivo alla legge - ha avvertito - sarà quello di iniziare a riflettere sul trasferimento delle competenze, seguendo il modello del Trentino. È una partita che la Regione deve fare per preservare le eccellenze delle nostre università». Decisamente negativo il commento che arriva dall’opposizione. «Da una parte si vaneggia di una fusione (proposta sparata senza un minimo di progetto, tanto per far rumore!) dei due atenei, dall’altra si dice che non che questa ipotesi non esiste - ha detto il parlamentare del Pd Ivano Strizzolo -. Il Pdl e il Centrodestra di questa Regione ricalcano lo stato confusionale che si registra a livello nazionale nel Governo Berlusconi. Ovviamente - ha aggiunto Strizzolo - il Ministro Gelmini nel suo intervento a Grado ha dato un colpo alla botte e un colpo al cerchio». Beniamino Pagliaro

1 commento:

  1. Alessia Rosolen non molla l'osso! Ciò che non è riuscita a far entrare dalla porta (Fondazione universitaria unica regionale) ora cerca di farla entrare dalla finestra chiedendo al suo collega di partito Giovanni Collino di richiedere (in Comitato paritetico) allo Stato italiano la competenza della nostra regione sulle due università di Ud e Ts. Ma ha chiesto alle due università che cosa ne pensano? O ogni suo desiderio deve essere imposto alle università? E guarda tu il tempismo! Proprio ora che è in dirittura di arrivo una riforma universitaria dove pare che finalmente il criterio del merito nella distribuzione dei fondi statali troverà almeno parziale attuazione, Alessia Rosolen spinge tantissimo perchè questa riforma non venga applicata da noi! Che voglia difendere il sovrafinanziamento principesco (14 milioni di euro ad anno!) della SUA università (Trieste)?

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