sabato 18 novembre 2017

"UTI: IL PROBLEMA IRRISOLTO" - COMUNICATO STAMPA



Comitât per autonomie
e il rilanç del Friûl

Comunicato stampa
18/11/2017
 

UTI: il problema irrisolto
 
Al di là degli aspetti costituzionali e giuridici riportati nel nostro blog
l'istituzione delle UTI e l'abolizione delle Provincie ha portato allo spezzatino del Friuli in 17 piccoli dipartimenti nei quali la stessa parola “Friuli” scompare (solo in sei casi la denominazione della UTI fa riferimento al Friuli, per non parlare dell'incerto e frammentario uso del plurilinguismo).

Dicevamo a suo tempo che per il Friuli ed i friulani questa è una riforma indigeribile, a meno che non abbia come controparte geopolitica il trasferimento della capitale regionale a Udine, lasciando a Trieste una sua specifica autonomia.

Riconfermiamo anche oggi che l'unica mediazione possibile per accettare le UTI (debitamente rimodellate dal basso; restituendo ai Comuni tutte le Funzioni fondamentali ed eliminando l’obbligatorietà ad aderire alle Uti) e l'abolizione delle province che davano rappresentanza amministrativa al territorio e alle sue identità è quella di ridare dignità al Friuli e portare la capitale regionale a Udine (ipotesi che comporterà per il proponente pene ben più gravi di quanto previsto per Puidgemont...)!

Solo per una possibile mediazione si potrebbe chiedere che l'Assemblea della Comunità linguistica friulana assuma compiti di coordinamento e gestione di ADEGUATE risorse per le politiche culturali, sportive, scolastiche ecc. con propria sede e personale in Udine.

Oppure che si realizzi una Assemblea delle UTI di tutti i Comuni delle ex-provincie di Udine, Pordenone e Gorizia che riproponga una pari dignità tra i territori rappresentati, ricostruendo un Friuli policentrico, con compiti di gestione della relativa area vasta con funzione di “provincia autonoma”. Un nuovo Parlamento del Friuli!

Le forze politiche che si apprestano a candidarsi alla guida della Regione sapranno dirci prima cosa intendono fare e quali progetti hanno per il Friuli?

Udine, 18.11.2017

il presidente

dott. Paolo Fontanelli


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Il Comunicato Stampa è stato pubblicato il 18.11.2017 sul quotidiano FRIULISERA.IT

http://friulisera.it/anche-comitato-lautonomia-rilancio-del-friuli-problema-uti-irrisolto/
  


mercoledì 15 novembre 2017

L'ITALIA E' ANCORA UNA REPUBBLICA PARLAMENTARE?


 
L'TALIA E' ANCORA
UNA REPUBBLICA
PARLAMENTARE?

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COSTITUZIONE ITALIANA

Il potere legislativo appartiene
al PARLAMENTO

il potere esecutivo appartiene
al GOVERNO

E' ANCORA COSI?


"(…) Intervento anche dell'On. Serena Pellegrino di Sinistra Italiana che ha raccontato la sua esperienza, relativa all'approvazione del Rosatellum, vista dall'Aula della Camera, ma soprattutto ha raccontato come già oggi il lavoro Parlamentare sia stato espropriato, in massima parte, dall'uso smodato della decretazione d'urgenza e dalla pratica del “voto di fiducia” che mortifica la stessa natura del lavoro di deputati e senatori chiamati solo alla “ratifica” di atti del Governo.
 
Insomma già oggi, ha spiegato Pellegrino, lo spirito della Carta costituzionale non è rispettato, domani con il Rosatellum il rischio è che la situazione peggiori. (…)" FF

Tratto dall'articolo di Redazione pubblicato sul quotidiano “FRIULISERA”:

Rosatellum: fosse un vino sarebbe una bevanda sofisticata e dannosa per la salute del Paese  

di Redazione · Pubblicato 15 novembre 2017 · Aggiornato 15 novembre 2017

sabato 11 novembre 2017

UNIVERSITA' DEL FRIULI - INAUGURAZIONE ANNO ACCADEMICO 2017/2018. IL PRESIDENTE SERGIO MATTARELLA SARA' SALUTATO ANCHE NELLE LINGUE DELLE MINORANZE?


Università del Friuli

13 novembre 2017

INAUGURAZIONE
ANNO ACCADEMICO 2017/2018

alla presenza del Presidente

della Repubblica Italiana

Sergio Mattarella

 

«Sâr President, benvignût in Friûl. Gospod Predsednik, dobrodošli v Furlaniji. Sehr geehrter Herr Präsident, willkommen in Friaul».

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Il Presidente Sergio Mattarella
sarà salutato dalle autorità
anche nelle altre
tre lingue della regione
(friulano, sloveno e tedesco)?
 
O il peggior provincialismo imporrà
il monolinguismo italiano?



L’Università degli Studi di Udine è stata, fin dall’inizio, fondata sul legame profondo con il territorio in quanto: espressa dalla volontà popolare, istituita con la legge 8 agosto 1977 n. 546allo scopo di contribuire al progresso civile, sociale e alla rinascita economica del Friuli e di divenire organico strumento di sviluppo e di rinnovamento dei filoni originali della cultura, della lingua, delle tradizioni e della storia del Friuli (art. 26)

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Dal Blog LIDRÎS E BUTUI


Lunis ai 13 Mattarella

al sarà in Friûl.

 

Cualchidun i daràjal il benvignût ancje par furlan, par sloven e par todesc?


10 novembre 2017

Lunis ai 13 di Novembar si scree il cuarantesim an academic de Universitât dal Friûl e al sarà presint anche il President de Republiche Taliane, Sergio Mattarella.

Al sarès biel che cualchidun dai sorestants dal Friûl – il Retôr de Universitât, la Presidente de Regjon, il Sindic di Udin… – i des il benvignût tes cuatri lenghis dal Friûl e cussì i disès ancje:


Cualchi an indaûr al jere sucedût. Cemût che si lei culì, il Sindic di Faedis di in chê volte, Cristiano Shaurli, jal   veve   dit  al  President  de  Republiche  di   in  volte, Giorgio Napolitano, e i veve ancje consegnât un document, prontât dal Comitât/Odbor/Komitaat/Comitato 482, che al domandave propit l’intervent dal President, tant che “garant de Costituzion”, a pro de metude in vore ad in plen des leçs di tutele e duncje a pro de garanzie plene di chei dirits ricognossûts in tiermin formâi de Leç fondamentâl de Republiche e di ches altris normis specifichis, cemût che a domandin ancje in Europe. (…)



 

 
 

sabato 4 novembre 2017

LA MINORANZA LINGUISTICA FRIULANA PER L'EUROPA E' "MINORANZA NAZIONALE"


LIS PERAULIS A SON IMPUARTANTIS

LA MINORANZA LINGUISTICA FRIULANA?

PER L'EUROPA
E' MINORANZA NAZIONALE
ESATTAMENTE COME GLI SLOVENOFONI
CHE VIVONO IN REGIONE!!

PER LA NOSTRA COSTITUZIONE
ESISTONO SOLO
"MINORANZE LINGUISTICHE"

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Sul settimanale locale IL FRIULI, in uscita ieri venerdì 3 novembre 2017, troviamo pubblicato un articolo a pagina 9 in cui si distingue tra “minoranze nazionali” e “minoranze linguistiche”,  dividendo così le minoranze in due distinte categorie.

Nella prima categoria, secondo il giornalista del settimanale IL FRIULI, troviamo gli slovenofoni della nostra regione, nella seconda i friulanofoni.

Scrive infatti nell'articolo il giornalista: "(...) La minoranza slovena non ha un seggio garantito in Parlamento (come accade invece per la minoranza italiana in Slovenia), tantomeno quella tedesca e friulana. E' vero, quest'ultima non rientra nella definizione di 'minoranza nazionale' (...)" 
 
 
RICORDIAMO PER L'ENNESIMA VOLTA:
 

1) “Minoranza nazionale” non significa affatto “minoranza linguistica con Stato”. E' un termine giuridico equivalente al termine giuridico “minoranza linguistica”. E' un termine utilizzato dal Consiglio d'Europa e anche dalla Costituzione slovena con riferimento a TUTTE le minoranze linguistiche, con o senza Stato.
 

2) Nel sistema giuridico italiano e nella Costituzione italiana,  esistono SOLO “minoranze linguistiche”; nel sistema giuridico sloveno e nella Costituzione slovena, esistono SOLO “minoranze nazionali”: i due termini giuridici rappresentano la stessa identica fattispecie giuridica senza alcuna differenza tra loro. Cambia solo il sistema giuridico in cui vengono utilizzati.

La "prova del nove" che noi friulanofoni per l'Europa siamo “minoranza nazionale” esattamente come gli slovenofoni della nostra regione, pur non esistendo uno Stato che ha come lingua ufficiale la lingua friulana? 
 
 
ECCOLA
 
CONVENZIONE QUADRO PER LA PROTEZIONE DELLE MINORANZE NAZIONALI (1995)

(ratificata dall'Italia il 3 novembre 1997 – entrata in vigore in Italia il 1 marzo 1998)

 
In applicazione di questo trattato internazionale in vigore in Italia dal 1998, ossia, ripetiamo nuovamente, la "Convenzione quadro per la protezione delle minoranze nazionali", un Comitato del Consiglio d'Europa verifica periodicamente se lo Stato italiano tutela adeguatamente le minoranze nazionali che vivono in Italia e, ma guarda tu chi lo avrebbe mai detto! verifica anche il livello di tutela goduto in Italia dai friulanofoni che dunque a pieno diritto - per il sistema giuridico europeo - possono definirsi "minoranza nazionale" esattamente come gli slovenofoni e i tedescofoni della nostra regione!

Questo trattato internazionale trova infatti piena applicazione anche a favore della minoranza linguistica friulana anche se la politica regionale e i giornalisti di casa nostra spesso non lo sanno (e allora è il caso che si informino!) o "fingono di non saperlo" per poter continuare a discriminare i friulanofoni considerandoli una minoranza di serie B.
 
Dal sito del comitato 482:
 
Relazione del Comitato (Consiglio d'Europa) di verifica della attuazione della "Convenzione quadro per la protezione delle minoranze nazionali" nello Stato italiano.

Strasburgo 30 maggio 2011

http://com482.altervista.org/documents/legjislazion/FCPNM_3rd_OP_Italy_eng.pdf   

Al punto 144 di questo documento del Consiglio d'Europa – anno 2011 - si legge:

144. With regard to Friulian, it has been reported that, despite the agreement concluded between the region and RAI in this connection, the resources needed to implement it have still not been made available by the central government. This has resulted in considerable delays in implementing the guarantees laid down in the legislation on radio and television broadcasting in this language. The Advisory Committee welcomes the fact that the region has used special subsidies to support radio and television broadcasts in Friulian by RAI/private broadcasters. It nevertheless notes that, for television in particular, these are irregular broadcasts at off-peak times. Greater central- government support for the Friulian print media is also expected.

...........

Di seguito pubblichiamo  il link del Post pubblicato sul Blog di EUROFURLAN nel giugno scorso.
 
 
Questa la parte finale del Post di EUROFURLAN che ben spiega la questione sul piano legislativo, costituzionale e dei trattati internazionali europei ratificati anche dall'Italia:
 
"(...) La etichete «minorancis linguistichis” (cu la zonte di “storichis”, daûr de Leç 482/1999) e vâl par dutis lis popolazions ricognossudis tal articul 2 di chê stesse Leç (che a sedin defininidis cuntun agjetîf etnic o tant che «parlanti» une des lenghis che a son elencadis nol cambie nuie), daûr dal principi di fonde proferît cul articul 6 de Costituzion. A son dutis «minorancis linguistichis», e vonde.

Se impen si va daûr de Convenzion cuadri pe protezion des minorancis nazionâls dal Consei de Europe, che e je stade ratificade de bande dal Stât talian ancjemò tal 1997, dutis chês comunitâts (cu la zonte di rom e sinti, dismenteâts fin cumò de normative taliane) a son calcoladis tant che «minorancis nazionâls» e la lôr tutele (di dutis, no dome di chês che a fevelin chê stesse lenghe che dilà dal clap e je chê dominante e uficiâl) al è l’impegn che la Republiche taliane e à cjapât sù propit cu la ratifiche fate daûr de Leç 302/1997 e che magari cussì no e à manignût une vore pôc, massim cun riferiment aes comunitâts furlane e sarde.

Lis peraulis a son impuartantis. Si à di fâ atenzion. Soredut se si à chê di di promovi la lenghe, la culture e i dirits dai furlans.

Se di no, par dîle ancjemò cun Nanni Moretti: «Continuiamo così, facciamoci del male». "
 EUROFURLAN
 

La Redazione del blog

 

giovedì 2 novembre 2017

ELETTRODOTTO SOMPLAGO-WURMLACH SARA' INTERAMENTE INTERRATO



ELETTRODOTTO SOMPLAGO-WURMLACH
SARA' INTERAMENTE INTERRATO
Una grande vittoria dei Comitati,
della Carnia e della Carinzia!

I nemici da sconfiggere?
Quelli di sempre:
la politica regionale e gli intrallazzi romani.

31 ottobre 2017
...............
dal sito internet del settimanale ilFriuli.it
 

I rappresentanti delle società Alpe Adria energia e Alpen Adria Energy Line hanno illustrato all'assessore all'Ambiente ed Energia del Friuli Venezia Giulia, Sara Vito, il nuovo progetto dell'elettrodotto Somplago-Wurmlach (con transito dal passo di Monte Croce Carnico), che supera le proposte passate con un unico progetto totalmente interrato, il quale rientrerà tra quelli di interesse comunitario (Pic) e che, data la sua valenza transfrontaliera, potrà concorrere ai piani di finanziamento europei.

Vito ha sottolineato che "la Regione esprime grande soddisfazione per il raggiungimento di questi importante obiettivo che attua appieno quanto indicato nel Piano energetico regionale (Per). Come volevamo, la linea sarà completamente interrata con un evidente minore impatto ambientale e paesaggistico. Questo è il risultato della ferma decisione dell'amministrazione regionale e dell'ascolto del territorio".(...)

da:
 
 
...........

NOTA DELLA REDAZIONE DEL BLOG 

"(...) Assessore Sara VITO: Questo è il risultato della ferma decisione dell'amministrazione regionale e dell'ascolto del territorio" (...)"

?????? 

Carissimo assessore regionale Sara Vito,

senza la grande battaglia della Carnia, dei Comitati
e del No della Carinzia,l’elettrodotto Somplago-Wurmlach sarebbe stato aereo
perchè le due ultime Giunte regionali
(Tondo - Serracchiani)
sono sempre state dalla parte della speculazione
e contro l'ambiente e i comitati dei cittadini!
...............

Per non dimenticare 
la realtà dei fatti
  

Carnia: la protesta in Piazza il 15 gennaio 2011

4.000 cittadini sfilano
con la bandiera del Friuli in mano!!

Queste le fotografie da mostrare in futuro,
con orgoglio, ai propri nipoti, dicendo

"IO C'ERO!"


E questo il comunicato stampa
dei Comitati di data 21 novembre 2016


contro la "narrazione" della politica regionale

"A CIASCUNO IL SUO!"


 http://comitat-friul.blogspot.it/2016/11/friuli-elettrodotto-wurmlach-somplago.html 


La redazione del Blog


 

lunedì 30 ottobre 2017

FRIULI - REFERENDUM VIETATI IN REGIONE E POLITICI REGIONALI DALLA MEMORIA MOLTO CORTA




RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO



REGIONE FRIULI-VG
 
REFERENDUM "VIETATI" IN REGIONE


E POLITICI REGIONALI


DALLA MEMORIA MOLTO CORTA

di Remo Brunetti


26 ottobre 2017 

All’indomani dei referendum veneti e lombardi volti a chiedere allo Stato una maggiore autonomia amministrativa, i commenti dei nostri sorestants regionali va dal positivo all’euforico.
Referendum autonomia, Serracchiani:
"Il voto va rispettato, è un segnale che va colto ma bisogna fare attenzione"
"Celebriamo una grande giornata di democrazia" – spiega Tondo
"una occasione, per riaprire il ragionamento su un nuovo sistema di relazioni tra comunità regionali e stato centrale". Commenta Franco Iacop.

Ed eccoli sui media, prodighi di osservazioni e consigli per fatti che accadono in casa d’altri. Sperando che nessuno chieda a loro perché, nel luglio 2016 abbiano rifiutato ai loro concittadini ben 4 referendum.
Un referendum per abrogare la legge regionale 5/2016 “Organizzazione delle funzioni relative al servizio idrico integrato e al servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani.”

Un referendum consultivo avente oggetto “Proposta di legge contenente i principi ispiratori di una iniziativa regionale di modifica dello Statuto della Regione Friuli Venezia Giulia mediante l’applicazione, in quanto compatibile con la realtà regionale, della disciplina prevista dallo Statuto della Regione Trentino – Alto Adige”.

Un referendum abrogativo volto a chiedere l’abrogazione delle UTI

E un referendum volto a chiedere l’abrogazione della legge 17/2014 “Riordino dell’assetto istituzionale e organizzativo del Servizio sanitario regionale e norme in materia di programmazione sanitaria e sociosanitaria”.

Si trattava di argomenti importanti sui quali è stato negato ai cittadini il diritto di pronunciarsi.

Evidentemente per loro i referendum sono una ottima cosa, purchè si svolgano a casa d’altri. La democrazia esercitata attraverso un referendum popolare non va più bene quando sono i cittadini friulani e triestini a richiederlo.

Ma con che faccia ora rilasciano dichiarazioni positive a favore dei due referendum appena svolti in Veneto e Lombardia quando hanno rifiutato pari strumento democratico ai cittadini della nostra regione?

REMO BRUNETTI – CAVAZZO CARNICO

 
REFERENDUM NEGATI
dal Consiglio regionale
del Friuli-VG nel 2016
 


L.R. 7 marzo 2003 n. 5. Esame di ammissibilità della proposta di referendum abrogativo regionale n. 3 avente ad oggetto la legge regionale 5/2016 “Organizzazione delle funzioni relative al servizio idrico integrato e al servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani”.


L.R. 7 marzo 2003 n. 5. Esame di ammissibilità della proposta di referendum propositivo n. 1 avente ad oggetto “Proposta di legge contenente i principi ispiratori di una iniziativa regionale di modifica dello Statuto della Regione Friuli Venezia Giulia mediante l’applicazione, in quanto compatibile con la realtà regionale, della disciplina prevista dallo Statuto della Regione Trentino – Alto Adige”.


L.R. 7 marzo 2003 n. 5. Esame di ammissibilità della proposta di referendum abrogativo n. 2 avente ad oggetto “Abrogazione degli articoli da 1 a 20, da 23 a 40 e da 56 a 70 della Legge Regionale di data 12.12.2014 n. 26 “Riordino del sistema Regione- Autonomie locali nel Friuli Venezia Giulia. Ordinamento delle Unioni territoriali intercomunali e riallocazione di funzioni amministrative”.


L.R. 7 marzo 2003, n. 5. Esame di ammissibilità della proposta di referendum abrogativo n. 1 avente ad oggetto la legge regionale 17/2014 “Riordino dell’assetto istituzionale e organizzativo del Servizio sanitario regionale e norme in materia di programmazione sanitaria e sociosanitaria”.


 

venerdì 27 ottobre 2017

LEGGE ELETTORALE - QUANTI "CRETINI UBBIDIENTI" SARANNO "NOMINATI" IN PARLAMENTO NEL 2018?


LEGGE ELETTORALE

ROSATELLUM BIS
 
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DOMANDA:

"QUANTI

"CRETINI UBBIDIENTI"

SARANNO “NOMINATI” NEL 2018,

NEL PROSSIMO PARLAMENTO

con la nuova legge elettorale? "

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IL CRETINO OBBIDIENTE: STARACE
(di ARRIGO PETACCO)

(…) Premeditata o no che fosse, questa politica gli portò fortuna. All'inizio degli anni Trenta, quando Mussolini, ormai saldo al potere, decise di liberarsi di ogni possibile concorrente giubilando i vari Giovanni Giuriati, Italo Balbo e Roberto Farinacci, non esitò a scegliere quale nuovo segretario del partito il docile Starace. D'altra parte, un uomo privo di idee, di senso critico e portato per natura all'obbedienza cieca, pronta e assoluta era proprio quello che Mussolini cercava per restare solo sulla scena politica.
La nomina del nuovo segretario fece naturalmente molto rumore. Si racconta che Leandro Arpinati, allora sottosegretario all'Interno, corse da Mussolini per dirgli, con la sua abituale franchezza: «Ma lo sai che Starace è un cretino?». Al che il duce rispose: «Lo so. Ma è un cretino ubbidiente».(...)

Fonte: Panorama 15 novembre 1973

Pubblicato dal Blog di Salvatore Lo Leggio:


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PER SAPERNE DI PIU'
SULLA NUOVA LEGGE ELETTORALE
"TRUFFA"


  
 
     
"Ieri, 26 ottobre, a mezzogiorno esatto, il Senato ha approvato definitivamente la Riforma elettorale tanto invocata. 

L'iter legislativo è stato rapidissimo, poco più di un mese dalla presentazione del testo.

CIVICA ha realizzato questo nuovo numero (liberamente scaricabile) che raccoglie una documentazione abbastanza completa per leggere e capire la riforma, che ha preso il nome giornalistico di ROSATELLUM.

La nuova riforma elettorale è anche un ossimoro: è la Legge che non si riesce a leggere.

Si presenta come un "Labirinto giuridico", una costruzione molto sofisticata, tesa a non far capire il suo vero contenuto, gelosamente custodito con otto voti di fiducia.

CIVICA è una specie di filo di Arianna per chi volesse tentare di addentrarsi nel labirinto giuridico con la guida dei testi a fronte realizzati dagli uffici studi di Camera e Senato.
...
  
Buona lettura!

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PIETRO GRASSO
PRESIDENTE DEL SENATO
(SECONDA CARICA DELLO STATO DOPO
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA)

SI E' DIMESSO DAL
PARTITO DEMOCRATICO
(DI MATTEO RENZI)

Dalla stampa nazionale:

Senato, Pietro Grasso ha rassegnato le dimissioni dal gruppo Pd: “Non avrebbe votato la legge elettorale né la fiducia”


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LA REDAZIONE DEL BLOG


giovedì 26 ottobre 2017

BASTA EMARGINARE IL FRIULI! - COMUNICATO STAMPA



COMUNICATO STAMPA

22 ottobre 2017

Basta emarginare il Friuli.
 
L’area friulana è particolarmente negletta nell’azione delle due ultime Giunte regionali. E’ stata rigettata perfino la proposta del Prof. Sandro Fabbro del “Porto regione”, che conteneva una visione regionale e non municipalista triestinocentrica. Ora si sta invece concretizzando il programma “porto-città”, esclusivamente diretto alla capitale giuliana e supportato su ogni fronte dalla Giunta regionale Serracchiani. Malgrado il forte contributo elaborativo portato da varie associazioni ed esperti del Friuli, il complesso sistema logistico regionale è stato confinato in una visione chiusa alla realtà friulana e aperta soprattutto alle elites portuali di Trieste. In passato la Giunta regionale aveva trascurato la strategia del Corridoio cinque poichè sovraccaricava di impatto ambientale la regione e di spesa lo Stato e, progettata in funzione della sola Trieste, escludeva il Friuli e la direttrice Adriatico-Baltico (dove molto sta investendo l’Austria).
 
Ora la politica è cambiata.
Si è impostata una nuova iniziativa che ha portato all’avvio di un costosissimo potenziamento strutturale della linea ferroviaria Trieste-Venezia, ben oltre alle prospettive più ottimistiche di ripresa del traffico container nel porto della città giuliana. Ma in che contesto? Certo ci sono i cinesi che trattano con tutte le autorità portuali dell’ Adriatico e dei gestori delle ferrovie dell’intera penisola balcanica, per inserirsi massicciamente nei mercati del centro-nord Europa e nelle strutture logistiche dei Balcani, ma dobbiamo sperare che l’Europa non lasci troppi varchi aperti.

Il settore edilizio è strategico per il rilancio dell’economia. Si rimane sorpresi che la proposta del Prof. Sandro Fabbro, di rilancio degli investimenti nel settore per il recupero e la modernizzazione del patrimonio edilizio regionale, con l’applicazione delle norme antisismiche anche nell’area non colpita dal terremoto sia stata brutalmente ignorata con la scusa che già ci sarebbe una leggina attiva.

A Trieste invece il sen. Russo può insistere per ottenere miliardi di investimenti edilizi purchè avvengano nell’area del Porto Vecchio della città giuliana.
Nel porto del capoluogo regionale il privato ha sicuramente portato tanta innovazione, come mai si era vista da decenni: dal sistema gruistico di carico e scarico merci nei moli, alla spinta che ha permesso di triplicare la capacità di movimentazione dei carri ferroviari che raggiunge ora 26.000 carri merci/anno, grazie a felici interventi sull’impostazione e su alcuni storici colli di bottiglia del sistema. Ma dobbiamo sottolineare (fonte la stampa locale) che la sola stazione di Udine movimenta 46.000 carri merci/anno, quasi il doppio della capacità del nuovo sistema di movimento carri merci portuali triestini.
Che il porto di Trieste si stia sviluppando è sicuramente un bene, anche se l’avvenuto infeudamento dei porti di Monfalcone e S. Giorgio di Nogaro non può che avere una lettura friulana negativa. Ma il rilancio – comprendente anche l’insediamento di attività manifatturiere - nelle Aree franche di Trieste non costituisce certo un vantaggio per il Friuli, a meno che lo stesso non abbia a godere di aree parificate.

Purtroppo la disattenzione della politica sulla questione sta diventando oltraggiosa. Abbiamo assistito al depauperamento delle entrate regionali per oltre due miliardi a opera degli accordi col Governo nazionale della Giunta Tondo e della Giunta Serracchiani, mentre Veneto e Lombardia chiedono un trattamento pari alle regioni veramente speciali. Abbiamo assistito al blocco dell’area di ricerca udinese nonché della stessa fiera dell’Innovazione. A tutto ciò si aggiunge la passività dimostrata rispetto alla crisi che ha coinvolto le piccole aziende, e le conseguenze generate dalle perdite delle Banche Venete. L’insieme di eventi negativi elencati, pone serie ipoteche sulla capacità di ripresa complessiva del sistema Friuli, malgrado la presenza di alcuni promettenti risultati nelle medie e grandi aziende, ad esempio della cantieristica, della meccanica e del legno a opera della Friulintagli.

Per il “Comitato per l'autonomia
e il rilancio del Friuli”

Dott. Giancarlo Castellarin