mercoledì 24 agosto 2016

REGIONE FRIULI - SANITA': BASTA ACCONTENTARE IL CAMPANILISMO TRIESTINO!!





REGIONE FRIULI - VG

SANITA'

BASTA ACCONTENTARE

IL CAMPANILISMO TRIESTINO!



L'ospedale pediatrico triestino  “Burlo Garofolo” perdeva nel 2015 il 9% dei pazienti (articolo del quotidiano Il Piccolo di Trieste del 24 marzo 2015) ?


Nessuna paura, ci pensa la Presidente Serracchiani, sempre molto sensibile ai "desiderata" del campanilismo triestino (ma non le è bastato la "batosta" appena presa alle elezioni comunali di Trieste?)....


Si, proprio quella Serracchiani che tra moltissime proteste ha chiuso il reparto di pediatria dell'ospedale civile di Latisana anche se era un ottimo reparto molto apprezzato dai pazienti e in estate serviva Lignano (con Grado oltre il 50% del turismo regionale!) e la vicinissima Bibione (regione Veneto) con i loro 400 mila turisti al giorno, tutti adulti.... ovviamente! Nessuna paura, i bimbi in vacanza al mare nel litorale friulano, se sfortunatamente hanno necessità di cure mediche ospedaliere,  li portiamo  tutti  in  autoambulanza  o  in  elicottero al Burlo di Trieste... che così recupera quel "meno 9%" di pazienti persi  nel 2015 che tanto preoccupa il campanilismo  triestino!


COME salva la Serracchiani il Burlo Garofono di Trieste dal suo declino? Ecco la strategia della Giunta regionale:


  1. DECLASSANDO tutti i reparti di pediatria degli altri ospedali regionali, incluso il reparto pediatrico della facoltà di medicina di Udine che diventano tutti "subalterni" al Burlo! Sia mai che "qualcuno" faccia concorrenza alla pediatria triestina!

    Il Burlo? L'unico faro pediatrico regionale come richiesto dai triestini! E basta campanilismi "friulani"! Ma "cossa i pretendi sti furlani!". Il
      Campanile di San Giusto (Trieste) BASTA per tutta la regione, nella sanità come in tantissimi altri settori!

  2. Definendo il Burlo - per leggel'ospedale di riferimento pediatrico regionale (hub regionale). Ma non è un ospedale che risultava perdere nel 2015 ben il 9% dei pazienti? E non risulta essere stato in crisi e commissariato per  anni?
    Già, ma il BURLO è una icona a Trieste: vietato toccarlo!!!


  3. SUPER- FINANZIANDO IL “BURLO GAROFOLO” con ben 140 milioni di fondi, di cui la maggior parte regionali, nel mentre i reparti pediatrici degli altri ospedali regionali vengono chiusi (leggi ospedale di Latisana) o poco finanziati dalla regione impedendo così un loro sviluppo medico e scientifico a tutto svantaggio del loro territorio di riferimento e a esclusivo vantaggio del super-finanziato "Campanile di San Giusto!".
...........

Documentazione

1) 20 agosto 2016



"Proprio Serracchiani, nel faccia a faccia di ieri, ha parlato del Burlo come “hub” regionale, un ruolo che sarà scritto nero su bianco nell’atto aziendale che la direzione centrale salute dell’assessorato e il ministero della Sanità si apprestano a varare. La struttura triestina, che quest’anno festeggia i 160 anni dalla fondazione, è chiamata insomma a trasformarsi sempre più in un punto di riferimento per gli esami e le cure di mamme e bimbi per il resto degli ospedali del Fvg e della sanità territoriale, coordinando anche l’attività di ricerca, innovazione e didattica


...................

2) 24 aprile 2015

Settimanale IL FRIULI (Ud)

"(...) Il nuovo direttore generale dell'IRCCS Burlo Garofolo di Trieste ha uno specifico mandato: definire, in tempi brevi, un progetto che ne rilanci l'attività, indirizzandola sempre più verso quella che è la vera mission, ovvero l'alta specializzazione e il rilievo regionale e nazionale nel settore pediatrico e in quello della tutela della maternità e della salute della donna, un un'ottica di qualità e di eccellenza che consentano all'Istituto di divenire sempre più attrattivo, non solo nei confronti dei pazienti ma anche dei professionisti. Contestualmente la Regione Friuli Venezia Giulia farà la sua parte, assicurando le risorse necessarie (...)".

http://www.ilfriuli.it/articolo/Politica/Nuovo_corso_per_il_Burlo_Garofolo_con_Gianluigi_Scannapieco/3/142426

.................


3) 23 agosto 2014

http://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2014/08/23/news/nuovo-cattinara-burlo-progetto-inviato-al-ministero-1.9803686

per il Burlo cofinanziamento statale da 59 milioni sul totale di 140 quanto costa l’intervento, per il resto pagato dalla Regione.

.............


4) Questa la realtà del BURLO

al 24 marzo 2015:


Dal quotidiano

IL PICCOLO di Trieste
  

La grande crisi del Burlo:

perso il 9% di pazienti


Visite e ricoveri in picchiata dal 2009 al 2014 all'ospedale infantile triestino. Chirurgia plastica e nefrologia “ko”. La riduzione non risparmia il day hospital. Bimbi residenti in flessione del 15%


di Gianpaolo Sarti


http://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2015/03/24/news/la-grande-fuga-dal-burlo-perso-il-9-di-pazienti-1.11107385

............




 
.............

CONCLUSIONE


BASTA ACCONTENTARE IL
CAMPANILISMO TRIESTINO!!!


IL FRIULI NON E'
UNA COLONIA TRIESTINA!!



I genitori friulani devono poter trovare per i loro figli la migliore assistenza in “tutti” i Reparti di pediatria di “tutti” gli ospedali regionali e non essere "obbligati" a rivolgersi al Burlo Garofolo di Trieste (città geograficamente decentrata in un angolo a destra della carta geografica!) perché c'è il problema politico di  rilanciare  l'attività   di  questo Istituto pediatrico triestino  (che ci  risulta essere stato commissariato per molti anni!) facendo aumentare il numero dei pazienti curati dal Burlo.

 Non si risolve la crisi dell'ospedale pediatrico triestino "Burlo Garofolo" declassando gli altri reparti pediatrici regionali e SUPER-finanziando SOLO il Burlo con finanziamenti stellari (ben 140 milioni di euro di cui la maggior parte fondi regionali!!).

Tutti i reparti di pediatria esistenti in regione hanno diritto ad avere dalla politica sanitaria regionale pari attenzioni e corposi finanziamenti regionali. Basta figli e figliastri!

IN REGIONE NON C'E' SOLO IL BURLO!!!
   
LA REDAZIONE DEL BLOG 

sabato 20 agosto 2016

RIFORMA COSTITUZIONALE - RISPOSTA ALL'ON. ETTORE ROSATO

 
 
Comitato per l'autonomia
e il rilancio del Friuli 
 
 
RIFORMA COSTITUZIONALE
 
RISPOSTA ALL'ON. ROSATO
(Capogruppo Pd alla Camera)
 
 
 
Se falliamo, non so chi potrà assumersi in futuro la responsabilità di cambiare la Costituzione” (on. Rosato).
 
 
Il presidente Renzi, il suo Governo, l'on. Rosato, ci dicono che la riforma costituzionale è indispensabile per garantire la crescita economica e modernizzare il Paese.
 
Premesso che la Costituzione dovrebbe garantire i diritti e le libertà dei cittadini e non una forma qualunque di sviluppo economico, dobbiamo dire che la riforma costituzionale in buona parte è già in atto: i poteri delle Regioni vengono sempre più subordinate da leggi e interpretazioni alle scelte del Governo, le sentenze della Corte Costituzionale cominciano a contraddire precedenti impostazioni di tutela delle minoranze, tempi e modi di discussione delle leggi in Parlamento vengono sempre più spesso subordinati alle tempistiche del Governo. Eppure l'economia non decolla, con crescita zero in Italia (e peggio in Friuli) e quindi forse bisognerebbe prendere un'altra strada. Vorremmo tanto che anziché occuparsi dei massimi sistemi, delle grandi riforme, di aspirare a essere ricordati come i futuri padri della patria, in realtà non più che comparse alla ruota della fortuna, si limitassero a fare dell'onesta buona amministrazione, da “buon padre di famiglia” come recita il Codice Civile!
 
Basterebbe solo questo perché non è cambiando la Costituzione "secondo Renzi" (significativamente in peggio, caro on. Rosato) che l'Italia andrà avanti e per questo non si può che votare NO al prossimo referendum.
 
il presidente del Comitato

 
Paolo Fontanelli
 
 

martedì 16 agosto 2016

RIFORMA COSTITUZIONALE RENZI-BOSCHI: "PATRIOTTISMO PARTITICO" E "CLAUSOLA VAMPIRO"


  
LA (DE)FORMA COSTITUZIONALE
"RENZI - BOSCHI"
...........

IL "PATRIOTTISMO PARTITICO"

E LA NUOVA "CLAUSOLA VAMPIRO"

INTRODOTTA NELLA COSTITUZIONE

...........


dal sito internet


Testo della riforma costituzionale

RENZI-BOSCHI




 Benché il presidente del consiglio Matteo Renzi non possa resistere alla tentazione di personalizzare lo scontro sulla riforma costituzionale e di trasformare il voto di ottobre in un plebiscito su se stesso e sul suo governo, noi vogliamo insistere a contestare la legge Boschi entrando nel merito delle questioni e spiegando nel concreto perché la riteniamo profondamente sbagliata.
Qui trovate il testo della Costituzione prima e dopo le modifiche: potete agilmente confrontarli e cogliere da soli i nodi irrisolti, le storture, le conseguenze caotiche di misure che in molti casi non ottengono i risultati cercati (e propagandati) ma anzi peggiorano la qualità delle nostre istituzioni, facendo un pessimo servizio alla democrazia e alla partecipazione popolare.
...........

sempre dal sito internet

 


 

"(...) Si tratta, però, di patriottismo di partito: i sindaci cantano le lodi dell’azione riformatrice del capo del partito al quale appartengono, facendo prevalere l’esigenza di schieramento, su una realistica valutazione dei contenuti della riforma. Questo porta il documento ad attribuire alla riforma pregi e virtù che non esistono, a costo di piegare la verità ad interessi di partito. (...).

Lasciamo perdere le banalità sulla semplificazione del procedimento legislativo (che viene semplificato tanto che si passa da una norma di 9 parole sul procedimento di formazione delle leggi ad una di 440 parole) e della riduzione dei costi della politica (chiediamoci quanto ci costano gli sprechi di Palazzo Chigi), il problema vero, se si giudica la riforma dal punto di vista delle autonomie territoriali è questo: la riforma valorizza o piuttosto schiaccia le autonomie locali, riportando nella competenza esclusiva dello Stato materie di specifico interesse regionale come il governo del territorio? (...)

Domenico Gallo e Alfiero Grandi
(Comitato nazionale del NO)

Francesco Baicchi
(coordinamento toscano dei Comitati per il NO)

............................

PREMESSO CHE:

Titolo V - "NUOVO" Art. 117
della Costituzione italiana
da sottoporre a referendum
nel prossimo autunno 2016

(...)

Lo Stato ha legislazione esclusiva
nelle seguenti materie:

(...)

u) disposizioni generali e comuni sul governo del territorio; sistema nazionale e coordinamento della protezione civile;

v) produzione, trasporto e distribuzione nazionali dell'energia;

z) infrastrutture strategiche e grandi reti di trasporto e di navigazione d’interesse nazionale e relative norme di  sicurezza, porti e aeroporto civili, di interesse nazionale e internazionale

(...)
......................
 
 
oltre alle numerosissime competenze ex-regionali ora "esclusivamente" statali, nel nuovo art. 117 è stata introdotta - a favore del governo centrale - anche la:
 

"CLAUSOLA VAMPIRO"
 

Così recita il "NUOVO" ART. 117

DELLA RIFORMA COSTITUZIONALE

RENZI -BOSCHI:


"(...) Su proposta del Governo, la legge dello Stato può intervenire in materie non riservate alla legislazione esclusiva quando lo richieda la tutela dell'unità giuridica o economica della Repubblica, ovvero la tutela dell'interesse nazionale."


COMMENTO DELLA
REDAZIONE DEL BLOG


Utilizzando la "CLAUSOLA VAMPIRO" il Governo centrale potrà fare "tutto ciò che vuole" imponendo ai territori i suoi "desiderata", ANCHE NELLE MATERIE  DI NON ESCLUSIVA COMPETENZA STATALE, OSSIA NELLE MATERIE CHE LA COSTITUZIONE AFFIDA ALLE REGIONI.

Con il principio costituzionale della "supremazia dello Stato" contenuto nella "CLAUSOLA VAMPIRO"  il territorio friulano subirà tutto ciò che Roma deciderà di imporre e non potrà mettere il becco se il Governo centrale richiamerà il principio costituzionale "della tutela dell'unità giuridica o economica della Repubblica, ovvero la tutela dell'interesse nazionale".

E poco importa che questa clausola non sia stata "ANCORA" inserita anche nell'art. 116 (regioni a statuto speciale) - il Governo di turno potrà sempre farlo agevolmente in futuro con "un Parlamento di nominati"  con l'Italicum! - perché l'orientamento del Governo Renzi è quello di centralizzare il più possibile violentando la Costituzione  e il  fondamentale PRINCIPIO AUTONOMISTICO contenuto nell'art. 5 della Costituzione italiana, principio che con la "clausola vampiro" viene cancellato. 

E nello riscrivere lo Statuto di autonomia della nostra regione, il Governo centrale avrà buon gioco nel ridurre anche gli attuali margini di autonomia speciale stante la pochezza dei nostri rappresentanti politici eletti nelle file dei partiti italiani, l'esistenza della "clausola vampiro" e i tanti “patrioti partitici” renziani che siedono in Parlamento e "nominati" con una legge elettorale dichiarata incostituzionale (il Porcellum).  

Del resto non è credibile che Debora Serracchiani, attuale Vice Segretaria nazionale del Partito Democratico, si opponga ai "desiderata" del Segretario nazionale del “suo” partito (Matteo Renzi), e faccia gli interessi della nostra regione...

...................

 
Queste le dichiarazioni alla stampa
dei PATRIOTI PARTITICI
eletti nella nostra regione!


ETTORE ROSATO

capogruppo del Pd alla Camera 


Di seguito le dichiarazioni del parlamentare “triestino” Ettore Rosato, capogruppo del Pd alla Camera, in una intervista pubblicata sul quotidiano IL PICCOLO di Trieste il 15 agosto 2016

Titolo - Rosato: «Un sì per rendere l’Italia più moderna ed efficiente»

(…) Ettore Rosato, capogruppo del Pd alla Camera, ripropone convinto l’aut aut con cui il Pd renziano si sta avvicinando al referendum: «Se vincesse il no l’Italia perderebbe un’enorme occasione di ammodernarsi e la politica di essere credibile». (…)

Domanda del giornalista: C’è chi parla di ritorno al centralismo.


Risposta di Ettore Rosato:

Falso. Il Senato delle Regioni non sarà un dopolavoro e il regionalismo diventerà più forte: le Regioni coi bilanci in ordine avranno più competenze e le speciali sono pienamente tutelate, anche se su quest’ultimo punto c’è stato in effetti dibattito acceso. Ma era opportuno porre fine a conflitti di competenza fra Stato e Regioni: troppi ritardi e contenziosi nelle decisioni.


 
...............


DEBORA SERRACCHIANI

Presidente della
regione ad "autonomia speciale" Friuli – Vg

e Vice Segretario nazionale
del Partito Democratico


Dal quotidiano IL MESSAGGERO VENETO (Ud)

15 agosto 2016

"Cecotti sbaglia -
Autonomia salva"


di Mattia Pertoldi



1

(...) Domanda del giornalista: E perché allora è stata inserita in Costituzione la clausola della supremazia a favore dello Stato?

 Risposta di Debora Serracchiani: "Premettendo che nemmeno in questo caso si applica alle Regioni Autonome, resto convinta che esistano temi strategici come le grandi infrastrutture o il turismo, che hanno bisogno di indirizzi unitari.



COMMENTO DELLA

REDAZIONE DEL BLOG


No, Sergio Cecotti ha pienamente ragione! E' in atto a Roma una pesantissima operazione politica di svuotamento delle competenze esclusive regionali (INCLUSE LE REGIONI AD AUTONOMIA SPECIALE!) e una fortissima "neo-centralizzazione" di competenze regionali nello Stato.

Scrivere che la "clausola vampiro" non varrà anche per la nostra regione significa dimenticare la vicenda dell'elettrodotto AEREO Terna, elettrodotto che ha avuto recentemente l'O.K anche dalla Giunta regionale (Pd!!) Serracchiani nonostante una sentenza sfavorevole a Terna del Consiglio di Stato e il parere "pesantemente negativo" di un Ministero.

Prendiamo comunque atto ("resto convinta che esistano temi strategici come le grandi infrastrutture o il turismo, che hanno bisogno di indirizzi unitari") che anche la Serracchiani è favorevole al nuovo spaventoso neo-centralismo statale targato Matteo Renzi, nonostante sia la Presidente di una Regione ad autonomia speciale.

Sergio Cecotti guarda lontano
e non sbaglia!

Il "patriottismo di partito" di Debora Serracchiani evidentemente viene prima degli interessi della nostra regione.... ad autonomia speciale.....si fa per dire!!!                  

...........................

domenica 14 agosto 2016

RESTAURO DELLA CHIESA DI SAN BIAGIO A MEDIIS - CONCERTO DI BENEFICENZA IL 21 AGOSTO

 
 
CONCERTO DI BENEFICENZA
 
PER IL RESTAURO
 
DELLA CHIESA DI SAN BIAGIO A MEDIIS
 
DOMENICA 21 AGOSTO 2016
 
ORE 20.30
 
 



 
Era stato richiesto al Ministero dei Beni Culturali un contributo per poter avviare i lavori ma nessuna domanda della nostra Regione è stata accettata, poiché un ingente finanziamento ( 50 milioni di Euro) è stato assegnato al porto vecchio di Trieste e quindi tutte le altre domande sono state bloccate.
 
Si è formato un comitato che cerca di raccogliere i soldi mancanti (circa 35.000 Euro) per raggiungere il costo totale dell'opera che ammonta a 75.000 Euro.

  

Cualchi informazion su la glesiute
e i lavôrs di fâ

 
La Chiesetta di San Biagio, risalente al XVI-XVII secolo è situata nella frazione di Mediis di Socchieve (Ud), e da alcuni anni aspetta di essere riparata.

I lavori riguardano soprattutto le travi di legno e i pilastri in tufo che sorreggono l’elegante Pronao.

La chiesetta, che si trova al centro del piccolo abitato, è importante non solo per il suo aspetto architettonico, tipico di molte piccole chiese carniche e friulane, ma anche perché custodisce un altare ligneo del 1538 (Fluegelaltar) con pregevoli statue di Michael Parth, che richiama numerose visitatori.
 
Nel paese di Mediis, piccolo e ormai poco popolato, la presenza di questa chiesetta con le sue bellezze artistiche, ma anche con il suono familiare delle sue campane e con il ripristino delle funzioni liturgiche, costituisce un importante elemento di aggregazione e di identità per tutta la comunità. 

Din une man viodût che Triest e à cjapât ducj i bêçs e nol reste -  come simpri!! -  un franc pal Friûl!

E il Friûl? Che si contenti dei pilons di TERNA!!! 


Dal quotidiano IL MESSAGGERO VENETO (Ud):

http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2016/08/09/news/zero-cantieri-della-cultura-l-ance-occasione-perduta-1.13939813?ref=hfmvudec-4


(...) L’assessore regionale alla Cultura Gianni Torrenti spiega i motivi dell’esclusione e confida comunque in un secondo round di finanziamenti.
«In realtà la partita è molto più ampia - afferma Torrenti -, c’è un miliardo per i beni artistici e architettonici del Paese e noi abbiamo già beneficiato di 50 milioni per il Porto vecchio di Trieste. (...)
  

.....................

I N V Î T

Domenica 21 agosto 2016
 
PIEVE DI SANTA MARIA ANNUNZIATA
"CASTOIA"  - SOCCHIEVE (UD)
 
 
CONCERTO PER ORGANO E VOCI SOLISTE
 

 Programma

 
Gianluca MICHELONI  Organista
 
Milena ERMACORA      Soprano
 
Grabriella PELLOS        Contralto
 
Presenta
 
Fabio TURCHINI  





venerdì 12 agosto 2016

ELETTRODOTTO TERNA - MATTEO RENZI E DEBORA SERRACCHIANI "ALLEATI DI TERNA" CONTRO IL FRIULI!!!

 
REGIONE
 
ELETTRODOTTO TERNA
"REDIPUGLIA - UDINE"
 
V E R G O G N A!!!
 
MATTEO RENZI E
DEBORA SERRACCHIANI
 
"ALLEATI DI TERNA"
AUTORIZZANO
LA DEVASTAZIONE DEL FRIULI
 
Nonostante la sentenza del Consiglio di Stato avversa a Terna e il parere negativo del Ministero dei Beni e delle attività Culturali.
 
Un uomo e una donna "SOLI" al comando? NO, GRAZIE! Il ventennio fascista ci è bastato!   
..........
 
 
Dal sito internet
del settimanale della Arcidiocesi di Udine
LA VITA CATTOLICA
 
10 Agosto 2016
 
Dal Consiglio dei ministri via libera all'elettrodotto, un vero ecomostro

Renzi dà l'ok alla devastazione del paesaggio friulano

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
 
 
Il Consiglio dei ministri, presieduto dal premier Matteo Renzi, nella riunione di mercoledì 10 agosto ha dato il via libera alla prosecuzione del nuovo procedimento autorizzativo per la realizzazione del mega elettrodotto Udine Ovest-Redipuglia. Ciò nonostante il Ministero dei Beni e delle attività culturali  e del turismo, in data 17 giugno scorso (con il documento n. 3320), abbia espresso  parere negativo circa la compatibilità ambientale relativa al procedimento  avviato dal Ministero dello Sviluppo economico, sottolineando che l'infrastruttura  - il progetto di Terna, per un investimento di 110 milioni di euro, esclude  la possibilità dell'interramento della linea - impatta «in modo drammatico  nell'ambiente naturale» (...)
 

 
 
...........

RILEGGI ANCHE IL NOSTRO POST:
 

Quando il Partito Democratico regionale
e DEBORA SERRACCHIANI
erano a favore dell'elettrodotto INTERRATO 
e sfidavano la Giunta regionale
di Renzo Tondo


http://comitat-friul.blogspot.it/2016/05/elettrodotto-terna-udine-ovest.html

 

sabato 6 agosto 2016

LA MUSE POLITICHE DE GRAFIE DE LENGHE FURLANE di ADRIAN CESCJE


LENGHE FURLANE 

 19 di Lui 2016

Inovâl dai 30 agns
de grafie unitare normalizade
de lenghe furlane


http://comitat-friul.blogspot.it/2016/07/invit-martars-ai-19-di-lui-2016-inoval.html

...........


RELAZION DI ADRIAN CESCJE


LA MUSE POLITICHE

DE GRAFIE

DE LENGHE FURLANE


di Adrian Cescje



Parcè si fasie cheste cunvigne di inovâl che e memoree l’at di aprovazion dal Consei de Provincie di Udin dai 15 di Lui 1986 di un sisteme di grafie pe lenghe furlane e, intune, la procedure par conseguîlu, la istituzion di un Comission di pueste e il ricognossiment di un arbitri pe decision definitive? Ce aial di ecezionâl e di impuartant un event dal gjenar par meretâ di sei memoreât vuê, intune zornade di plen Istât?

Tant par scomençâ, la Provincie di Udin e jere stade delegade a fâ chel at ancje di chês altris dôs Provinciis furlanis, chê di Gurize e chê di Pordenon. La deleghe no veve precedents, e e jere stade fate par une cuistion di impuartance decisive, tal interès de lenghe furlane. 

Po, chel al è stât il prin at istituzionâl di une gnove politiche linguistiche pe lenghe furlane. Une politiche linguistiche e esisteve di simpri, ma e jere chê negative, chê che e riservave ae lenghe furlane il puest di lenghe di famee, privade, colocuiâl, di evasion leterarie minôr, fûr des istituzions, fûr di une educazion linguistiche scolastiche a pâr di altris lenghis. Se e veve une atenzion, chê e jere di nature leterarie o filologjiche. Jo le ai clamade la politiche linguistiche filologjiche. Al va capît parcè che chê delibare dai 15 di Lui 1986 su la grafie e inagurave impen la gnove politiche linguistiche pe nestre lenghe, tant di vê cjapât un valôr storic. Facil che i assessôrs di chês altris Provinciis furlanis no’ndi vessin cussience cuant che a delegarin la Provincie di Udin; facil che la plui part dai conseîrs de Provincie di Udin no vessin plene cussience de impuartance di ce che a jerin daûr a votâ ai 15 di Lui 1986. Dal sigûr però a savevin di fâ une robe buine pe lenghe. E le àn fate. 

La gnove politiche linguistiche e veve di sei chê dal impegn des istituzions a recuperâ la lenghe storiche di cheste tiere sot di ogni aspiet, promovintle in ogni sede, dantji la dignitât che i vevin gjavade e la funzionalitât che i covente, seconde a nissune altre lenghe che si feveli, insegnade a scuele a pâr di ogni altre lenghe che si insegni. Il passaç dal status di spontaneitât di lenghe fevelade al status di lenghe di comunicazion complete e moderne al sucêt co i si zontin lis competencis di lenghe scrite insegnade a ducj. La lenghe scrite insegnade a ducj no je la semplice trascrizion de lenghe fevelade: e covente une codificazion stabilizade de maniere di scrivile, sei grafiche che lessicâl. La presince e la circolazion di plui sistemis di grafie intai ûs scrits di une lenghe a son il segn di une lenghe lassade ae spontaneitât fevelade, in presince di une lenghe dominante come che e je tal câs nestri la taliane, là che pôcs a scrivin e la plui part, simpri se ur capite di fâlu, la lenghe dome le lein, e inalore le puedin lei ancje scrite in grafiis diferentis, che il sfuarç par adatâ l’automatisim de leture a la grafie doprade al è minim.  

Cheste e jere la situazion de lenghe furlane tal 1985, cuant che a scomençarin i pas de Provincie di Udin par rivâ ae grafie unificade. No varès podût mai cressi di status e passâ a chel di comunicazion complete e moderne la lenghe furlane se no fos deventade ancje lenghe par une scriture gjeneralizade suntun model di variante comune standard, e no sarès deventade lenghe par une scriture gjeneralizade suntun model di variante comune standard se no ves disponût di une grafie funzionâl, unificade, ma ancje ricognossude des istituzions, ven a stâi uficiâl. Par fortune, a diference di altris minorancis linguistichis che a vevin ancjemò il probleme di individuâ une variante comune de lôr lenghe, i furlans a disponevin di une coinè che e jere part de tradizion leterarie fintremai dai timps di Ermes di Colorêt. Si tratave dome di stabilizâ un ciert numar di variantis lessicâls e fonetichis intun dizionari, cualchi element morfematic e di individuâ la grafie. La sielte de grafie e veve di sei buine par ogni variante de lenghe furlane e massime par chê variante che e je la lenghe comune o coinè. 

Il probleme che si veve tal 1985 nol jere duncje che no disponès di sistemis di grafie, plui o mancul coerents, plui o mancul consolidâts de tradizion e inalore ricognossûts di un ciert scjap di scritôrs, ma che no si disponès di un sôl sisteme di scriture ricognossût di ducj e massime des istituzions. Se al veve di sei fat il passaç de viere politiche linguistiche filologjiche dai circui autereferenziâi dai scritôrs ae gnove politiche linguistiche di tutele istituzionâl de lenghe, chel passaç nol podeve cjatâ la lenghe furlane impreparade a sei insegnade a scuele e a sei divulgade: cence une codificazione de grafie e une stabilizazion lessicâl definitive tal cercin za afermât de coinè la lenghe e sarès stade impreparade. Bisugnave proviodi. La sielte di une grafie unificade e ricognossude al jere il prin pas: une cundizion necessarie ancje se no suficiente pal procès di tutele. In chei agns, tai agns 80, no stin dismenteâlu, si jere tal plen de discussion parlamentâr par rivâ a une leç di tutele des minorancis linguistichis de Republiche, la idee di une politiche linguistiche gnove che si emancipave des politichis filologjichis dal passât e jere za stade butade di un pieç e la stabilizazion definitive de lenghe pe sô plene funzionalitât di lenghe moderne scrite e insegnade e deventave une urgjence che chei che pal ricognossiment istituzionâl de lenghe si batevin a savevin che e veve di sei fate, e fate in presse.  

Par tant che la sielte di une grafie e domandi competencis linguistichis e che intal passât lis grafiis lis vedin individuadis o justadis o compagnadis te lôr evoluzion plui che altri oms di letaris, in ete moderne la sielte di une grafie par une lenghe che e à di sei lenghe ricognossude e promovude des istituzions e je e e scuen sei une facende politiche.

No je politiche la sielte di un sisteme di segns impen di un altri, ma e je politiche la bisugne di sielzindi un sôl, che al sei il plui sempliç, il plui economic di segns, il plui coerent pussibil, cence stravuelzi in forme ecessive la tradizion storiche de scriture, cuant che la tradizion indi presente plui di un.

La novitât intal event dal 1986 e je che al fo un at politic, istituzionâl, pe lenghe furlane. In pôcs lu vevin capît parcè che in pôcs a vevin capît che e veve di afermâsi une gnove politiche linguistiche, che e veve di passâ par sieltis politichis. E la politiche no veve dome di sostignî la lenghe, di istituzionalizâle, e veve ancje di judâle a cressi pe part che e jere restade minorizade. La mancjance di une grafie unificade e jere un aspiet de reson che e restave minorizade. 

Di dulà ise vignude cheste intuizion che prin e à menât ae votazion dal Consei de Provincie di Udin dai 15 di Lui 1986 pe individuazion di une grafie unificade normalizade, po ae leç regjonâl di tutele 15 che tra lis altris le ricognòs uficiâl, che e istituìs l’Osservatori de lenghe furlane e e invie in forme sistematiche, pur tra lis tantis resistencis e dificoltâts, la gnove politiche linguistiche?

E je vignude dal moviment autonomist, che in chei agns al jere interpretât dal Moviment Friûl, che al veve individuât dentri dai siei programs la necessitât di procedi sei su la strade dal ricognossiment istituzionâl de lenghe pa la sô tutele complete sei su la strade des normalizazions. Doi procès complementârs e necessaris. E je vignude di une azion che jo, membri di chel partît, za President, za Segretari politic, membri di Diretîf e Esecutîf, o vevi decidût insiemi a altris che e jere madressude la ore  di davuelzile. E jere vignude di un dissen pe lenghe furlane a lungje scjadence, che di chel o riferìs in chest gno libri Memoriis di politiche linguistiche, che al conte la gjenesi de gnove politiche linguistiche e in detai ancje la storie de grafie uficiâl. E jere vignude di une azion che putrops di noaltris o vevin scugnût davuelzi dentri dal stes Moviment Friûl cui agns 70 par menâlu a impegnâsi par une gnove politiche linguistiche e metile intai siei ponts programatics prioritaris, bandonant la acetazion passive di chê che o ai clamade politiche linguistiche filologjiche, che e jere durade dal 1966 ai prins agns 70.

O vevin inviadis lis azions pal ricognossiment de lenghe furlane in fuarce dal art. 6 de Costituzion e a mieç dai agns 80 si veve di inviâ ancje chês azions che e vevin di menâ ae normalizazion de lenghe. 

Il probleme al jere chel di spietâ il moment just e cjapâ la ocasion. Il moment just lu ricognòs chel che lu spiete e al sta in vuaite par che no i scjampi. Jo o jeri in vuaite parcè che o vevi un plan. O jeri determinât a menâ dongje une leç di tutele par une gnove politiche linguistiche de lenghe furlane e di procurâi la dignitât di une lenghe normalizade, che cence chê ancje la miôr politiche linguistiche no varès vût risultât. Cun chescj intindiments o ai savût ricognossi e tignî a disposizion par agns, sîs agns, pe cause de lenghe, cui che al varès vude la capacitât professionâl e politiche di individuâ il sisteme plui sempliç e coerent di grafie compatibil cu la sô acetazion politiche, Xavier Lamuela, cognossût intal Març dal 1979 a Barcelone. Mi vignì dongje par saludâmi presentantsi pe prime volte, daspò di une conference che o vevi tignude venti là, fevelantmi, lui, catalan, in lenghe furlane perfete, cun chel librut di propueste di grafie che o vevi scrit jo e publicât tal 1977 cu la Librarie di Borc Aquilee; cun chescj intindiments e cul jutori dal conseîr dal Moviment Friûl in Provincie di Udin Mario Comin o ai savût ricognossi intal assessôr Oscarre Lepre tal an 1984 il politic disponibil a scoltâ il gno plan di azion par rivâ a une grafie unificade de lenghe furlane, la istituzion di une comission di pueste, rapresentative di dutis lis scuelis di scriture furlane, i siei criteris di procedure, che a comprendevin daspò des discussions la nomine di un arbitri cul podê di sielzi il sisteme in vie definitive e insindacabile; cun chescj intindiments o ai savût ricognossi il moment par domandâ e otignî tal 1993, daspò des elezions regjonâls che a vevin dade la maiorance dal Consei ae Lega Nord, dai za militants dal Moviment Friûl deventâts president de Regjon e assessôr, Pieri Fontanin e Sarç Cecot, di meti in vore il progjet di leç par une tutele regjonâl de lenghe furlane, cu la istituzion di un orghin autonom di politiche linguistiche e il ricognossiment dal sisteme individuât di Lamuela de grafie uficiâl, che o vevi prontât dentri dal Moviment Friûl tai agns 80 e che si veve esplicât za une prime volte cence risultât ai rapresentants dai grups in Consei regjonâl e al president Blasut tal 1990. Chê propueste di leç e sarès deventade la LR 15 dal 1996 parie cul ricognossiment de grafie uficiâl de lenghe furlane, il sisteme individuât de Provincie di Udin tal 1986 e fat cognossi cuntune publicazion  che vuê e je deventade storiche tal Zenâr dal 1988.  

Par rivâ ae grafie uficiâl, che e varès vût di sei ricognossude cuntune leç regjonâl, o ai preferide la vie plui lungje che e passave pe Provincie, parcè che in Provincie o vevi cjatade la persone juste par inviâ i pas necessaris, e no in Regjon. Le vevi cjatade in Oscarre Lepre, assessôr de DC, che par une sorte di cumbinazion plui uniche che rare, al meteve dongje te stesse persone cuatri robis impuartantis: il podê istituzionâl necessari, che in chei agns al podeve vêlu dome un democristian, l’amôr pe lenghe furlane, la inteligjence di capî che par une gnove politiche linguistiche e coventave une grafie unificade e il coraç di lâ cuintrii conservadôrs de Filologjiche, se al fos coventât, che inte DC a vevin scolte e sostegn.  Lepre al è stâf brâf a movisi cu la sô maiorance politiche, e jo e Mario Comin di Artigne plui brâfs di lui a vêlu cirût e a vê valorizadis a bon fin lis sôs virtûts politichis. 

La sielte de grafie pe lenghe furlane e veve di passâ pe vie politiche, si à dit, che no jerin altris stradis. Cheste e je stade la intuizion madressute tal Moviment Friûl. Cheste necessitât e scomençà a sei capide in chei agns dai stes autonomiscj e ancje di cualchi persone iluminade che no apartignive al Moviment Friûl. Ma, capît che il probleme al jere politic, al restave di capî in cual maniere che si sarès fate la sielte, e chi e saltave fûr la dificoltât, parcè che la sindrome nazionâl furlane di no savê e violê viodi di là de clape di apartignince lis necessitâts de lenghe a jerin in vuaite par mandâ in sbrui ogni procedure di sielte, ancje la plui ben inviade. La strade par vignîndi fûr e podeve sei cheste e dome cheste: la Comission e veve di sei rapresentative di dutis lis scuelis, ma nissun membri al veve di sei vincolât ae clape o ae socie o ae istituzion che al apartignive par sei libar di decidi e no paralizâ la Comission stesse; e veve di sei nomenade de Provincie; e veve di discuti di ogni aspiet e dâ indicazions di soluzions, ancje se a fossin stadis diferentis e in contradizion cuant che no ves cjatade la unanimitât; e veve di nomenâ un arbitri che, scoltade la Comission, scoltadis associazions e altris linguiscj, al varès vût lui di fâ la sielte finâl, la plui coerente e sistemiche e economiche di segns che al podeve, cence dislontanâsi masse de tradizion. E, aspiet no dal sigûr secondari, o vevi di sei jo a vuidâ la Comission, stant che il plan pe grafie unificade e normalizade lu vevi pensât jo e o savevi jo dulà e cemût che si veve di rivâ cence pierdisi pes stroncjis.

Si lavorà tra il Jugn 1985 e Setembar. A Setembar la Comission e nomenà ae unanimitât arbitri il prof. Xavier Lamuela. Lamuela al consegnà une prime volte la sô sielte za complete e struturade te Vierte dal 1986, disponibil a scoltâ ancjemò une volte la Comission, che i rinovà il mandât e i fasè osservazions e propuestis di justadure; al consegnà la formule definitive ae fin di Otubar dal 1986, modificade in part rispiet ae prime propueste par vignî incuintri ae pression di cierts comissaris intune prospetive di acetabilitât politiche de gnove grafie, che no podeve sei trascurade. 

Ma no podevial Lamuela sielzi un dai sistemis di grafie che za e proferive la realtât culturâl furlane di chei agns, chel di Josef Marchet de Filologjiche, par esempli, o chel di Domeni Zanier di Scuele Libare Furlane, doprât di Int Furlane e Glesie Furlane? No, nol podeve, parcè che chei sistemis a jerin lontans dai criteris di coerence e di economie dai segns che e veve domandât la Comission sul scomençâ des sôs voris. Ma no jere la uniche reson. Podevial Lamuela sielzi alore il sisteme dal vocabolari di Faggin jessût in chei agns, che al presentave une inovazion fuarte inte cumbinazion dai segns e cun di plui une buine coerence? No, nol podeve, parcè che al jere masse lontan de tradizion dai ûs di scriture e alfabetizazion par no jevâ masse contrarietâts. Ma no jere la uniche reson. Podevial Lamuela sielzi il sisteme di Adrian Cescje, doprât di Scuele Furlane fondade tal 1977, che al veve une buine coerence, une buine economie di segns e no si slontanave masse de tradizion, stant che al jere une variante di chel de Filologjiche e al recuperave il storic c cu la cedilie? No, nol podeve parcè chel sisteme nol veve une autoritât avonde ricognossude, come che no le veve il sisteme di Faggin, cun dut che al veve produsût un impuartant vocabolari.

Cussì Lamuela al sielzè un sisteme che al jere chel de Filologjiche, in rispiet de tradizion, ma mondât di segns diacritics inutii e fat coerent sei pe part fonetiche che pe part morfematiche.

La sielte di Lamuela e fo autorevule no pal fat che Lamuela al fos une grande autoritât linguistiche ricognossude di ducj in chei agns, come un Pellegrini o un Cortellazzo, ancje se al veve ideis in fat di politiche linguistiche plui claris di ducj i doi metûts insiemi, ma pal fat che i veve dade autoritât une istituzion provinciâl in cunvigne cun chês altris, sore lis parts in concorence. Cun dut achel, la sielte le discognosserin une part dai comissaris che pûr si jerin impegnâts a ricognossi la sielte di Lamuela, e la SFF. Parcè? par vie dal ‘cjâf dai furlans’. Le acetarin la Patrie dal Friûl, il Moviment Friûl, Scuele Furlane, la Union dai Scritôrs Furlans pûr cun tantis incoerencis te sô aplicazion pratiche. Al coventave però un at istituzionâl plui impegnatîf, chel de Regjon, che cumò però al deventave plui vualîf stant che si jerin pronunziadis za lis Provinciis.

L’at istituzionâl al vignì juste 10 agns daspò, cu la LR 15/96. Ancje in chê volte la sielte de grafie unitarie e corè il risi di sfantâsi, parcè che la leç e ipotizave ancjemò une comission che e ves di discuti se e jere pussibilitât di meti in cunvigne lis diferencis residuâls de grafie de Filologjiche e des Provinciis, ma rispietant il criteri de coerence sistemiche. Tal stes test di leç al jere ancje scrit però che il President de Regjon al varès decretadis lis justaduris dal sisteme, sintudis lis risultancis de comission. Par fortune la comission tal 1996, che e jere menade dal famôs linguistic dialetolic di Padue Manlio Cortellazzo, che al meteve il furlan tra i ‘dialetti italiani’, e ve la presunzion di inventâsi un altri sisteme di grafie par so cont (cuintri ce che i domandave la leç 15) cun ducj i difiets ingrumâts une altre volte adun (incoerence e mancjance di economie di segns) che la Comission des Provinciis e Lamuela a vevin impen cirût di superâ, e di ricognossi buinis ancje une part des sieltis di Lamuela. Al President de Regjon Sarç Cecot i fo inalore facil di mandâ fûr un decret di une logjiche magjistrâl che al argomentave che, stant che la comission Cortellazzo no veve cjatadis mediazions pussibilis tra la grafie de Filologjiche e chê di Lamuela che a salvassin la coerence, e stant che il sisteme di Lamuela al jere in sostance une evoluzion di chel de Filologjiche, la grafie uficiâl de lenghe furlane e jere chê des Provinciis individuade di Lamuela.

No jere finide. La Filologjiche e fasè ricors al TAR argomentant che la sielte di Lamuela, diferente de sô, i varès procurât un dam, ma disint ancje che Cecot al varès vût di rispietâ (la leç però no lu pretindeve) la sielte de Comission Cortellazzo, che pûr e jere diferente de sô grafie. Il Tar nol varès podût dâi  reson cun chestis argomentazions e contradizions e Cecot al veve rispietade la leç a la letare, cussì cuasi un an daspò, di pôre di pierdi la cause, e comunicà in vie informâl al Olf che e varès ritirât il so ricors in cambi di cualchi modifiche al sisteme Lamuela. Jo, Frau, l’Olf o vevin di sielzi se lassà che la Filologjiche e pierdès la cause, lassâle umiliade e contrarie ae gnove grafie, o acetâ un compromès limitât e tirâle de bande de grafie uficiâl: o acetarin che al puest dal digram ‘ts’ dentri peraule (p.e. in ‘natsion’, ‘statsion’) si metès ‘z’. Si sarès cressude la incoerence dal sisteme, par vie che ‘z’ al ocupave za une altre funzion fonologjiche, ma in grazie di chel acuardi e cessà la vuere e la plui gruesse associazion culturâl furlane, la Filologjiche, e acetà la gnove grafie che e podè difondisi e inlidrisâsi di chê volte a vuê cence soluzion di continuitât. Vuê la acetazion de grafie uficiâl e je largje. Il Dizionari ortografic eletronic, Coretôr ortografic eletronic, il Grant Dizionari Bilengâl a àn dimostrât il so valôr e la sô necessitât, massine tes scuelis, tal gjornalisim.

Al è ancjemò cualchi ritardatari che si invente lis sôs variantis grafichis e i siei perfezionaments, e cualchidun altri malintindût che al atribuìs ae grafie normalizade la pierdite des variantis gjeografichis dal furlan, come che no fossin la culture de omologazion, la pervasion de lenghe taliane e la mancjade alfabetizazion e istruzion in lenghe furlane a distruzi in Friûl no dome lis variantis, ma la stesse lenghe storiche di cheste Tiere.

Dut câs, za Lamuela al deve indicazions te sô propueste publicade tal 1988 par scrivi lis variantis. L’ Olf al veve decretât, daûr la leç 15, cemût scrivi lis variantis, cu la zonte di cuatri segns, e une altre comission, istituide de LR 29/97, che e ignorave ce che al veve fat l’Olf, e confermave in sostance chês indicazions. 

Se vuê la lenghe furlane e pues disponi di une grafie normalizade, pe lenghe comune e pes variantis, al è merit di une schirie di personis che e veve capît la nature politiche dal probleme, ma al è merit ancje di tantis cumbinazions di fortune, lis personis justis al moment just, che pre Checo Placerean lis varès atribuidis al Spirtussant.

ADRIAN CESCJE 

...............

La Redazion dal Blog e ringrazie il Prof. Adrian Cescje pe autorizazion a publicâ la sô Relazion a l'"Inovâl dai 30 agns de grafie unitare normalizade" de lenghe furlane.